Errore clamoroso dell’Antitrust con la multa ad Apple - CODICI | ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

Errore clamoroso dell’Antitrust con la multa ad Apple

23 Dicembre 2025

L’associazione Codici esprime profonda preoccupazione e disappunto per la sanzione inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alle società Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia Srl.

Sanzione milionaria dell’Antitrust ad Apple

Una multa di 98.635.416,67 euro decisa dall’Agcm per abuso di posizione dominante. Secondo l’Antitrust, Apple ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS. In tale mercato, stando sempre a quanto comunicato dall’Autorità, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App Store.

Un assist per Google e Meta

“La decisione dell’Agcm rischia di tradursi in un errore sostanziale con effetti negativi sui diritti degli utenti – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, agevolando indirettamente pratiche di profilazione massiva dei dati personali che finora sono state promosse da grandi operatori come Google e Meta”.

Proteggere i consumatori

“L’Autorità, nel criticare Apple per la duplicazione delle richieste di consenso necessarie agli sviluppatori terzi, non coglie l’aspetto centrale della protezione dei consumatori nel contesto digitale – aggiunge Giacomelli –. Ci riferiamo alla trasparenza reale ed alla libertà di scelta sull’uso dei propri dati personali”.

Pratiche invasive e diffuse

“La sua analisi, concentrata principalmente sugli effetti concorrenziali della policy ATT – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici –, rischia di vanificare le difese nei confronti di pratiche ben più invasive e diffuse, come quelle messe in atto da motori di ricerca e piattaforme social, che attraverso sistemi di tracciamento e collegamento dei servizi raccolgono e incrociano profili comportamentali degli utenti senza che vi sia piena consapevolezza e controllo da parte loro”.

Non bisogna limitarsi alla concorrenza economica

“A nostro avviso, l’Antitrust non dovrebbe limitarsi a valutazioni di concorrenza economica, ma affrontare pienamente le interferenze sistematiche nella sfera privata degli utenti digitali – conclude Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Le autorità devono garantire che ogni forma di consenso al trattamento dei dati sia veramente informata, specifica, libera e non strumentale a favorire gli interessi commerciali delle grandi piattaforme tecnologiche”.

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