Pignoramenti e Servicer - CODICI | ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

Pignoramenti e Servicer

23 Febbraio 2024

C’è una possibilità importante per i cittadini pignorati ed è legata alle società di recupero crediti.

Verifiche in corso

Alcune ordinanze hanno infatti sospeso o, addirittura, estinto la procedura di pignoramento per delle irregolarità legate ai Servicer. Una questione tecnica, quasi per addetti ai lavori, ma che ha conseguenze importanti per i cittadini pignorati. Ne ha parlato a Giornale Radio, nel corso della trasmissione 120 Minuti, il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, intervistato da Vicky Mangone. Ascolta qui il podcast (da 1:27:25).

Albo e iscrizioni

“Parliamo di una vicenda che si trascina da anni – spiega Livio De Miranda, consulente esperto di anomalie bancarie –, ma che solo ora sta ricevendo la giusta attenzione. Il tema è un po’ complesso, quasi per addetti ai lavori, ma è importante che se ne parli perché le conseguenze per i cittadini interessati sono molto importanti. Ma andiamo con ordine. Ogni anno le banche devono dimostrare di essere in regola con i conti. Per farlo possono ricorrere alla cartolarizzazione, ovvero ad operazioni che sono previste e disciplinate dalla legge nazionale n. 130/1999 e dall’articolo 58 del Testo Unico Bancario. Quando hanno dei crediti insoluti, perché il cliente non è riuscito più a pagare le rate del mutuo o del finanziamento, le banche li dichiarano inesigibili e li cedono a società di riscossione. E qui nasce il problema. Queste società devono nominare degli intermediari finanziari che devono essere iscritti ad un albo ad hoc, rispondendo a determinati requisiti, norme stringenti su cui vigila la Banca d’Italia e che riguardano sia la costituzione che l’attività. Si tratta di società di cartolarizzazione che vengono qualificate come SPV e possono agire in maniera diretta oppure affidandosi ad un altro soggetto. Sono i cosiddetti Servicer o Master Servicer, che devono essere iscritti ad un albo delle Banche e degli Intermediari Finanziari disciplinato dall’articolo 106 del Testo Unico Bancario. È quanto previsto dall’articolo 2 della legge 130/1999 citata in precedenza.

Cosa dicono le ultime ordinanze

Negli ultimi mesi  aggiunge De Miranda  si sono moltiplicate le ordinanze da parte dei giudici in merito ai pignoramenti perché è emerso che le società di recupero crediti coinvolte non avevano i titoli per svolgere tale attività. Parliamo soprattutto delle SPV. Il giudice ha quindi disposto la sospensione del pignoramento o l’estinzione della procedura. Alcune ordinanze le abbiamo ottenute con i nostri avvocati. Siamo convinti che situazioni del genere siano più numerose di quanto è emerso finora. La vicenda, come detto, è annosa, ma è rimasta sempre marginale, di fatto è stata ignorata un po’ perché si è sempre dato tutto per scontato un po’ perché la questione, come detto, è particolarmente tecnica. Il problema, come abbiamo visto, c’è ed è anche molto grave. È bene, quindi, verificare non solo la propria posizione quando si è oggetto di un pignoramento oppure si rischia di subirlo, ma anche quella della società di recupero crediti, perché potrebbero emergere delle irregolarità che rimettono tutto in discussione. E parlando di pignoramenti, non è certo un dettaglio”.

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