La dipendenza non è un (video)gioco - CODICI | ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

La dipendenza non è un (video)gioco

9 Giugno 2023

L’oggetto del desiderio di tanti, ma anche un pericolo per molti: sono le loot boxes, i pacchetti acquistabili in alcuni videogiochi.

Acquisti e paure

Un tema delicato e complesso, che l’associazione Codici monitora da tempo e su cui torna a richiamare l’attenzione. Del resto il dibattito è aperto ed animato, tanto che in alcuni Paesi, come il Belgio, si è arrivati a vietare le loot boxes.  Questo perché all’interno di questi pacchetti, dove è possibile trovare oggetti per migliorare l’avatar del giocatore, sia in termini di potenzialità che di estetica, non è detto che ci sia quanto sperato e cercato. 

I rischi

Dopo aver comprato una loot box senza aver trovato l’arma oppure il vestito sperato, l’utente può essere spinto a fare un nuovo acquisto e poi un altro ancora, fino a quando non trova l’oggetto desiderato. È così che si innesca una dipendenza pericolosa ed è sempre per questo motivo che in alcuni Paesi questo sistema è stato vietato, perché ha caratteristiche simili al gioco d’azzardo.

Attenzione ai giovani

Non è semplice dare una definizione delle loot boxes. Di sicuro non bisogna sottovalutare la questione, perché è facile farsi prendere la mano e ritrovarsi non solo ad aver speso somme importanti, ma anche dipendenti dal gioco e dagli acquisti ad esso collegati. Un meccanismo da cui non è semplice liberarsi, tanto che in alcuni casi si ricorre all’assistenza di uno psicoterapeuta.

L’associazione Codici può supportarti, non esitare a contattarci!
Per informazioni scrivere a segreteria.sportello@codici.org
Telefono 06.55.71.996

Scrivici su Whatsapp