Stangata per Tim - CODICI | ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

Stangata per Tim

24 Marzo 2023

Sanzione milionaria dell’Antitrust a Tim per aver aumentato il costo mensile del piano tariffario con la contestuale offerta di Giga aggiuntivi senza il consenso preventivo degli utenti.

Nel provvedimento pubblicato nel bollettino settimanale, l’Autorità scrive che la condotta tenuta dalla società consiste nell’attivazione automatica di un servizio aggiuntivo a pagamento da parte di Telecom ai propri clienti titolari di scheda SIM prepagata “voce, dati, sms”. In particolare, Telecom ha aumentato fino a 2 euro il costo mensile del piano tariffario degli utenti con contestuale offerta di Giga aggiuntivi, senza che questi abbiano espresso alcun preventivo consenso al riguardo. Per l’Antitrust, si legge sempre nel bollettino, Tim ha offerto agli utenti un servizio aggiuntivo a pagamento, il riferimento è ai Giga, accessorio rispetto alla prestazione principale, con modalità di acquisizione del consenso implicito, ossia senza la manifestazione del preventivo ed espresso consenso da parte dell’utente consumatore, in violazione, pertanto, dell’articolo 65, Codice del Consumo. La manovra, secondo l’Autorità, è dunque finalizzata a fornire un servizio aggiuntivo a pagamento tramite l’utilizzo di un meccanismo poco trasparente di acquisizione del “silenzio assenso” dell’utente, piuttosto che a seguito di una sua esplicita libera manifestazione di volontà. Viceversa, poiché la società gestisce l’offerta originaria e i Giga aggiuntivi come due componenti distinte e separabili, la componente aggiuntiva dovrebbe essere proposta all’utente come una nuova offerta, ed erogata solo ove questi, qualora interessato, la accetti espressamente e preventivamente. L’automatismo generato dall’opt-out consente, inoltre, alla Società di avvantaggiarsi della mera distrazione o errore di quei clienti che, ad esempio, non abbiano letto il messaggio informativo o abbiano digitato male il testo previsto per rifiutare la variazione. Per l’Antitrust, dunque, Telecom obbliga i clienti a manifestare espressamente, nelle modalità e nei termini indicati, anziché il proprio consenso all’attivazione, il proprio eventuale rifiuto ad essa, in assenza del quale Telecom procede automaticamente al relativo addebito. Il consumatore che non intende utilizzare il nuovo servizio è quindi costretto, per evitare l’addebito, ad attivarsi per mantenere invariato il contratto in essere. 

La sanzione di 2,1 milioni di euro è la conclusione di un procedimento istruttorio avviato nell’agosto 2022, ma non può essere la tappa finale. Alla luce dell’intervento dell’Antitrust, infatti, appare doveroso da parte di Tim rimborsare i consumatori che sono stati danneggiati.

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