Continuano le segnalazioni di blackout energetici con conseguenti disagi per i cittadini.
Il caso di San Giuseppe Vesuviano
Sono stati giorni difficili quelli vissuti ad inizio mese da una parte consistente degli abitanti di San Giuseppe Vesuviano (Napoli). Il territorio comunale è stato colpito da un disservizio dovuto alla mancanza di energia elettrica. Il problema si è ripetuto anche in altri comuni, in particolare nel nolano, ma a San Giuseppe Vesuviano è stato caratterizzato dall’essere durato diversi giorni. Un pesante blackout su cui l’associazione Codici Campania interviene con una class action per tutelare i consumatori danneggiati.
Assenza prolungata di elettricità
“Per ben quattro giorni – dichiara l’avvocato Giuseppe Ambrosio, legale di Codici Campania a cui è affidato il caso – i cittadini hanno dovuto fare i conti con l’assenza prolungata di corrente. In un periodo come questo, segnato da temperature particolarmente elevate, è facile immaginare il pesante disagio che hanno patito i residenti ed anche i rischi che hanno corso le fasce più a rischio della popolazione, dagli anziani ai malati, dalle donne incinte ai neonati”.
Corrente a singhiozzo
“Il disservizio è iniziato il pomeriggio del 3 luglio – spiega l’avvocato Giuseppe Ambrosio –. L’energia elettrica è mancata intorno alle 17 ed è tornata verso l’1 di notte. Il blackout si è ripetuto il giorno successivo, con la corrente che è saltata intorno alle 15 per poi tornare intorno all’1,30 di notte. La situazione è precipitata nel fine settimana. L’elettricità è mancata intorno alle 18,30 di sabato per tornare soltanto verso le 17 di domenica, poi è saltata di nuovo ed è stata definitivamente riattivata intorno alle 19. Questo prolungato disservizio ha riguardato in particolare alcune aree del territorio comunale, tra cui via Casotti e parte di via Ammendola. Per queste due zone, a differenza di altre, non sono stati attivati generatori di emergenza o, quantomeno, non erano funzionanti”.
Pesanti conseguenze per i cittadini
“Quanto accaduto è particolarmente grave – sottolinea il legale di Codici Campania a cui è affidato il caso –. Abbiamo detto dei rischi della salute, considerando il caldo torrido e l’impossibilità di utilizzare condizionatori o ventilatori, ma non bisogna dimenticare altri aspetti della vita quotidiana, come il mancato funzionamento del frigorifero, con conseguente perdita di generi alimentari e magari anche dei medicinali conservati, e di altri elettrodomestici a cui ormai è complicato rinunciare, come lavatrici, tv e computer. Abbiamo deciso di avviare una class action nei confronti di Enel, l’ente di distribuzione dell’energia sul territorio, per chiedere il risarcimento danni dei consumatori colpiti dal blackout. Quanto accaduto non può essere archiviato come un banale inconveniente”.
Il caso di Roma
Dopo il caso di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), l’associazione Codici si è attivata per fornire assistenza ai residenti del quartiere Prenestino-Labicano di Roma, dove recentemente si è verificata una prolungata assenza di elettricità che ha messo in difficoltà cittadini e attività. Anche per questa vicenda, è stata predisposta un’azione legale per richiedere il risarcimento danni.
Due giornate di blackout
Stando alle segnalazioni, il blackout si è verificato nell’arco di due giornate. Il primo episodio risale a giovedì 3 luglio, quando l’elettricità è mancata dalle 7 alle 18 circa, mentre il secondo si è registrato lunedì 7 luglio, con la corrente che è saltata alle 12 per poi tornare intorno alle 20.
Pesanti disagi per cittadini e attività
“È facile intuire i disagi provocati dal blackout – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, sia per la durata dell’assenza di energia elettrica sia per il caldo torrido di inizio mese. I cittadini hanno vissuto due giornate particolarmente stressanti e ci siamo attivati per richiedere il risarcimento dei danni subiti a causa dei ripetuti sbalzi di tensione”.
Poliambulatorio costretto ad annullare decine di appuntamenti
“L’azione è rivolta anche alle attività – continua Giacomelli –. C’è il caso, ad esempio, di un poliambulatorio privato che oltre ad aver riportato danni ad alcune apparecchiature, è stato costretto ad annullare circa 50 appuntamenti. Un disagio importante anche per i pazienti, che non può essere trascurato. I blackout energetici sono sempre più frequenti e non è possibile archiviarli come incidenti di percorso. In casi come questo di Roma – conclude il Segretario Nazionale di Codici –, è doveroso risarcire cittadini e privati per i danni arrecati, che non sono insignificanti, a maggior ragione in un periodo delicato per la salute come quello estivo”.


