L’associazione Codici esprime profonda preoccupazione e forte disappunto per la decisione del Tribunale e della Corte di Appello di Bologna di respingere il ricorso presentato contro due società, ritenute responsabili di comunicazioni commerciali ingannevoli in materia ambientale.
Comunicazioni commerciali scorrette
“Il Tribunale prima e la Corte di Appello poi – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – si sono distinti per un approccio ideologico che danneggia i consumatori. Abbiamo presentato un’inibitoria nei confronti di due società al fine di interrompere la diffusione di comunicazioni commerciali che riteniamo scorrette”.
La questione della certificazione
“La contestazione – prosegue Giacomelli – riguardava, nello specifico, riguardava l’utilizzo del termine di certificazione in maniera ingannevole e suggestiva, ma Tribunale e Corte di Appello hanno dichiarato che si può fare senza una spiegazione e con un orientamento palesemente contrario al diritto, come stabilito dalla Direttiva UE 2024/825 sui green claim”.
Approccio ideologico a favore delle imprese
“Dobbiamo, purtroppo, registrare un comportamento a favore delle imprese, con un approccio ideologico che danneggia i consumatori – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici –. Queste sentenze rappresentano un grave precedente. Emerge un approccio giuridico palesemente sbilanciato a favore degli interessi economici delle imprese, a scapito della protezione dei consumatori e dell’ambiente”.
La lotta al greenwashing va avanti
“Non ci arrenderemo di fronte a questa decisione miope – aggiunge Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Faremo ricorso in Cassazione, auspicando che il Supremo Collegio ristabilisca la centralità del diritto, a protezione dei consumatori. Continueremo a batterci contro le pratiche di greenwashing. I cittadini hanno il diritto di essere informati correttamente e di non essere ingannati da comunicazioni commerciali fuorvianti. Un sistema giudiziario che non tutela questi diritti fondamentali tradisce la propria missione”.


