Prima smascherata, poi condannata. È la truffa di Euromediashop, il sito di e-commerce che vendeva PlayStation 5 senza poi consegnarle.
Nei giorni scorsi è arrivata l’attesa sentenza del Tribunale di Brindisi, in cui il giudice ha condannato l’autore della frode ad una pena di quattro anni, due mesi e venti giorni di reclusione, una multa di 3.960 euro ed il risarcimento dei danni subiti dalle parti civili, tra cui l’associazione Codici, in aula a rappresentare decine di consumatori.
Un verdetto atteso dai tanti clienti raggirati, che nel dicembre 2020 furono attratti dalle offerte del sito di e-commerce. A fare il giro del web, in particolare, l’offerta della PS5, ma, complice il periodo natalizio e la tradizionale corsa ai regali, in tanti scelsero Euromediashop per acquistare anche laptop e smartphone. Circa 1.000, secondo le stime dell’epoca, gli acquirenti che attesero invano la consegna del prodotto scelto, acquistato e pagato. In un primo momento il titolare, con un post sulla pagina Facebook dell’azienda, cercò di rassicurare i clienti garantendo che stava lavorando per evadere tutti gli ordini, ma presto venne smascherato. Grazie ad un servizio di un’emittente tv locale, infatti, si scoprì che il magazzino che avrebbe dovuto ospitare i prodotti pronti per la spedizione in realtà non esisteva. Al suo posto, all’indirizzo indicato sul sito dell’azienda, c’era un capannone chiuso e senza insegne. Grazie all’intervento dell’associazione Codici, il caso approdò sulla scrivania dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Fu avviata anche una class action, seguita poi dal colpo di scena che ha segnato la vicenda. Il titolare si presentò nella caserma della Guardia di Finanza di Brindisi per confessare tutto, pentendosi e scusandosi con i clienti.
La sentenza del Tribunale è importante non solo per i truffati da Euromediashop. Il verdetto, infatti, rappresenta anche un segnale per chi subisce una frode e significa che con pazienza e determinazione è possibile ottenere giustizia. Da qui l’invito a non arrendersi, a segnalare e denunciare, oltre naturalmente a prestare la massima attenzione quando si fanno acquisti, accertandosi dell’affidabilità del venditore.


