Tra prestiti e usura - CODICI | ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

Tra prestiti e usura

10 Marzo 2023

Sono allarmanti i dati che emergono dall’ultimo rapporto pubblicato dall’Ufficio studi della Cgia: i prestiti alle pmi continuano a diminuire, mentre aumenta il rischio usura.

Tra il 2021 e il 2022 gli impieghi vivi alle aziende con meno di 20 addetti sono scesi di 5,3 miliardi di euro (-4,3%). Lo stock complessivo dei prestiti erogati a questo segmento di aziende è passato da 124 a 118,7 miliardi di euro.  Stiamo parlando dei prestiti concessi dagli istituti di credito alle imprese di piccolissima dimensione. Una platea di micro imprenditori costituita in massima parte da esercenti, piccoli commercianti, artigiani e lavoratori autonomi. 

E’ un problema non di poco conto. Queste micro realtà, tradizionalmente sottocapitalizzate e a corto di liquidità, da tempo non sono più appetibili commercialmente dal sistema bancario. Pertanto, la stretta creditizia venutasi a creare, associata all’esplosione del commercio on line, alla storica concorrenza praticata dalla grande distribuzione, al peso delle tasse e dei costi fissi, ha contribuito a diminuire in misura significativamente preoccupante il numero delle botteghe e dei negozi di prossimità presenti nel Paese. Una scia di chiusure iniziata molto tempo fa che, purtroppo, si sta ritorcendo contro le famiglie, che vedono peggiorare la qualità della vita dei luoghi in cui vivono, ma anche contro gli istituti stessi, che hanno perso correntisti e quote di mercato non trascurabili.

 Tuttavia, sarebbe sbagliato accusare le banche di essersi “disinteressate” del popolo delle partite Iva. Il mondo del credito, purtroppo, nell’ultimo decennio ha subito molte restrizioni imposte dalla Banca Centrale Europea in materia di erogazione del credito. Questi vincoli hanno aumentato enormemente la soglia del merito creditizio, “allontanando” tantissimi piccoli imprenditori dai canali ufficiali di approvvigionamento della liquidità. E tra questi ultimi, purtroppo, non sono nemmeno pochi quelli “caduti” nella rete tesa dagli usurai; un fenomeno, quello dello “strozzinaggio”, molto “carsico” e sempre più spesso “controllato” dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso che, nei momenti di difficoltà, sono gli unici soggetti che dispongono di ingenti quote di denaro pronte ad essere immesse nel mercato economico.

“L’emergenza Covid ha inferto un colpo durissimo ad una realtà già in difficoltà – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed il caro bollette ha fatto il resto. C’è chi è stato costretto a chiudere l’attività e chi, nel disperato tentativo di salvarla, si rivolge agli strozzini, non rendendosi conto che così facendo peggiora soltanto le cose. Il calo dei prestiti bancari, l’impossibilità di accedere al credito legale può spingere chi è in difficoltà a rivolgersi alle persone sbagliate, che in quel momento si presentano come l’unica soluzione ai problemi. Si inizia con un prestito da amico, un favore di poco conto che in breve si trasforma in un peso insostenibile che fa precipitare la vittima in un incubo. A nostro avviso deve essere rivisto il sistema di aiuti a chi si trova in una condizione di sovraindebitamento per evitare che il passo successivo sia l’usura. Al tempo stesso rinnoviamo l’invito a chi è in difficoltà economica di non rivolgersi agli strozzini. Dietro di loro c’è la criminalità organizzata, sono malviventi senza scrupoli, bisogna restare nella legalità”.

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