La casa degli orrori - CODICI | ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

La casa degli orrori

26 Gennaio 2023

Scoperta drammatica a Foggia. In una struttura psichiatrica sono stati registrati episodi di violenza e abusi sui pazienti. E torna il tema videosorveglianza.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia e del Gruppo Tutela della Salute di Napoli hanno eseguito una misura cautelare a carico di 30 persone per i reati di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale, favoreggiamento personale ed altro ancora. Questo è l’esito dell’operazione New Life. La complessa ed articolata attività di indagine, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, è stata sviluppata in particolare dai militari del Nucleo Investigativo di Foggia e del NAS del capoluogo ed è iniziata la scorsa estate.

Le investigazioni condotte dai militari dell’Arma, consistite sia in indagini tradizionali che tecniche, quest’ultime indispensabili per l’accertamento dei fatti oggetto di contestazione, hanno consentito quindi di riscontrare, sotto un profilo allo stato gravemente indiziario, numerosi episodi di violenze ed abusi ai danni complessivamente di 25 persone in condizioni di incapacità o di inferiorità fisica o psichica, ricoverate presso una struttura sociosanitaria-riabilitativa della città. A seguito degli elementi raccolti dagli investigatori dell’Arma, la Procura della Repubblica di Foggia, condividendo il quadro gravemente indiziario raccolto, ha così richiesto ed ottenuto dal GIP del locale Tribunale le misure cautelari coercitive personali eseguite a carico degli indagati, che nei prossimi giorni saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia.
Perquisiti su delega dell’Autorità Giudiziaria di Foggia, oltre ai domicili dei 30 indagati, anche gli uffici ed i locali della struttura sanitaria oggetto di indagini. In ultima analisi va precisato che la posizione delle persone arrestate o comunque colpite dalle altre misure coercitive eseguite è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che le stesse non possono essere considerate colpevoli sino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva

Quel che è certo e questa vicenda riporta alla luce la questione sicurezza all’interno delle strutture sanitarie. “Dalle indagini – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – emerge un quadro terribile, sia per la condotta disumana degli operatori sia per le condizioni delle vittime, indifese ed in balia dei propri aguzzini. Una vicenda agghiacciante su cui è doveroso andare fino in fondo per fare piena giustizia. È quello per cui ci batteremo, pronti a fare la nostra parte in aula come per altri casi analoghi che abbiamo seguito in passato. Proprio il ricordo di altre situazioni simili, di strutture sanitarie trasformate in case dell’orrore, ripropone il tema della videosorveglianza. La gestione dei livelli di assistenza delle persone fragili e vulnerabili è un problema serio, da affrontare con la massima urgenza. Nel pieno rispetto dalla privacy e dei diritti dei lavoratori, riteniamo che installare dispositivi di videosorveglianza nelle strutture sanitarie sia un passo necessario per garantire la sicurezza dei pazienti e tutelare anche gli operatori che si impegnano tutti i giorni per assistere le persone”.

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